Punto 11 - primaigeni

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A CONTROLLARE LE NUOVE TECNOLOGIE
SARÀ CHI CONOSCE MEGLIO LA BIOLOGIA
DELLE PIANTE. PIÙ CHE CHI CONTROLLA
IL METODO.
Fino a oggi, il controllo commerciale sulle tecniche di biologia
molecolare per il miglioramento genetico è stato esercitato soprattutto
dalle pochissime grandi aziende proprietarie dei brevetti sui metodi di
modificazione, che sono utilizzabili su tutte le specie di piante.

Le nuove tecnologie del genome editing , invece, sono inutilizzabili
senza una conoscenza estremamente precisa dei meccanismi
molecolari da modificare.

Questa conoscenza i genetisti e i biologi delle piante la stanno accumulando
da alcuni anni grazie alla genomica, quella branca della genetica che
studia il DNA di un organismo cercando di scoprire la funzione dei geni
e delle singole sequenze che li compongono.

Questa conoscenza è un patrimonio che è specifico di ciascuna
specie, e spesso di ciascuna varietà, e che è in mano quasi sempre al
sistema di ricerca di ciascun paese, in genere le università e gli istituti
di ricerca pubblici, anziché a poche grandi aziende internazionali.
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Ed è questa, oggi, la conoscenza
che sta diventando più importante.
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Quindi il controllo commerciale del genome editing sarà più diffuso,
soprattutto da parte della ricerca locale e pubblica, e sarà comunque
limitato a una sola specie, a una sola varietà, o addirittura a un solo
carattere per volta. Con il genome editing, il controllo dei semi del
mondo non sarà lasciato nelle mani di poche grandi aziende globali.
DIECI ANNI DI GENOMICA ITALIANA
Ovvero, che cosa serve per fare editing

 
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