Punto 09 - primaigeni

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IL GENOME EDITING È UN PASSO AVANTI
DECISIVO. MA SOLO PERCHÉ RENDE
MOLTO PIÙ FACILE QUELLO CHE ABBIAMO
SEMPRE FATTO.
Ci sono ancora molte cose che vorremmo migliorare nelle piante
che coltiviamo, e che non siamo ancora riusciti a ottenere anche se
spesso conosciamo già le basi genetiche dei caratteri desiderati. le
piante dovrebbero produrre di più, essere più resistenti a parassiti e
malattie, sfruttare meglio acqua e fertilizzanti, contenere più nutrienti
e meno sostanze tossiche, allergeniche o antinutrienti, produrre frutta
o verdura più saporite.

Ma una serie di nuove tecnologie – collettivamente chiamate New
Breeding Techniques – ci permette oggi di fare cose quasi impossibili
con quelle tradizionali. Una di queste, il genome editing, può
rivoluzionare il miglioramento genetico perché permette di modificare
la sequenza o la regolazione di un gene come potrebbe avvenire in
seguito a una o più mutazioni spontanee particolarmente “fortunate”.
con la massima precisione, senza portare nella pianta altro materiale
genetico, come avviene invece con gli incroci tradizionali o gli OGM,
e senza provocare altri cambiamenti nel suo genoma, come avviene
con la mutagenesi.
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Il genome editing è anche una tecnica molto più
rapida, molto più semplice e molto meno costosa
di quelle usate fino a oggi.
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Non solo. Ci riavvicina alla possibilità di scegliere fra i più piccoli
cambiamenti nel genoma della pianta, come potevano fare i primi
agricoltori. Quindi il genome editing permette finalmente
di “democratizzare” il miglioramento genetico.
LA "CATASTROFE DEL MAIS"
Ovvero, cosa accade quando si rinuncia all’innovazione

 
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