Punto 08 - primaigeni

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L’ITALIA HA PERSO LA SUA SCOMMESSA
CONTRO L’INNOVAZIONE. AGGRAVANDO
I PROBLEMI DELLA SUA AGRICOLTURA.
L’innovazione è la base della competitività, e quindi del successo
economico, in tutti i settori produttivi, compresi quelli che all'apparenza
non sembrano basati sulla tecnologia, come ad esempio la moda.
Abbiamo però a lungo pensato che per l’agricoltura italiana valesse il
contrario, e che trasformandola in una sorta di museo agricolo d’europa
avremmo trovato una clientela disponibile a pagare prezzi più alti per
prodotti “come quelli di una volta”.

Ma non è andata così. negli ultimi dieci anni, anzi, il valore della nostra
produzione agricola è rimasto invariato, la superficie coltivata si è
ridotta, ed è diminuito il consumo di mezzi tecnici, quindi la quantità di
innovazione utilizzata.

Lo stop alle piante GM e il generale convincimento che l’innovazione
andasse a discapito della qualità ha messo in crisi molte colture
italiane che, dal mais al grano duro, alle tante varietà tipiche messe in
ginocchio da malattie e parassiti, si sono ritrovate con problemi seri di
qualità o di produttività. e il mercato ha dimostrato che per i prodotti
agricoli il marchio vale solo se c’è una qualità reale.
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La scommessa commerciale sul marchio
“OGM-free” è stata insomma perduta.
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Quindi, per tirare fuori la nostra agricoltura dai guai, dobbiamo tornare
a innovare, cominciando proprio dal miglioramento genetico.
come abbiamo sempre fatto in passato.
LA "CATASTROFE DEL MAIS"
Ovvero, cosa accade quando si rinuncia all’innovazione

 
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