Punto 05 - primaigeni

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IL MIGLIORAMENTO GENETICO È L’UNICA
TECNOLOGIA AGRICOLA CHE ADATTA LA
PIANTA ALL’AMBIENTE, ANZICHÉ L’AMBIENTE
ALLA PIANTA. E DOVREBBE QUINDI ESSERE
SEMPRE LA TECNOLOGIA DI PRIMA SCELTA.
La produzione di cibo è la singola attività umana che ha il più forte
impatto sull’ambiente, innanzitutto con l'eliminazione di ambienti
naturali per far posto alle colture o ai pascoli. L’aratura poi aumenta
l’erosione del suolo e riduce la fertilità, l’irrigazione consuma il
70% dell’acqua dolce, i fertilizzanti inquinano le acque e richiedono
moltissima energia, i pesticidi se male impiegati danneggiano la salute,
soprattutto quella degli agricoltori. E l’agricoltura di precisione può solo
ridurre l’impatto di queste tecniche.
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Il miglioramento genetico invece è l’unica strada
che non danneggia l’ambiente.
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Per una ragione molto semplice: è molto meglio cambiare la pianta, che
cambiare l’ambiente nel quale deve crescere.
È meglio se la pianta ha bisogno di meno concime, perché si useranno
meno fertilizzanti. Se si difende da sola dai parassiti, perché si useranno
meno pesticidi. Se resiste alla scarsità d’acqua, perché ci sarà meno
bisogno di irrigare.
In passato si è temuto che gli organismi geneticamente modificati
(OGM) potessero avere conseguenze indesiderate sull’ambiente, ma
dopo trent’anni di sperimentazioni e venti di coltivazione in campo, oggi
sappiamo che questo processo di modificazione non aumenta il rischio
rispetto a quello delle varietà ottenute con metodi tradizionali.

Il miglioramento genetico non può e non dev’essere l’unica strada
percorribile, perché tutte le pratiche agricole devono essere
continuamente perfezionate. Ma l’esperienza ci dice che di fronte a
un problema, la risposta del miglioramento genetico, quando c’è, è in
genere la migliore.
A CHI SERVE UN RISO SUBACQUEO?
Ovvero, come si adattano le piante all'ambiente

 
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