Punto 04 - primaigeni

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IL MIGLIORAMENTO GENETICO NON SI
PUÒ FERMARE PERCHÉ LA NATURA NON SI
FERMA MAI. E NEPPURE LA STORIA.
Se l’agricoltura italiana ha già delle ottime varietà, con brand ormai
riconosciuti ovunque, si potrebbe benissimo pensare che a questo
punto sia meglio lasciarle sempre così come sono. E che se le migliori
tecnologie agricole fossero disponibili per tutti, ci sarebbe nel mondo
abbastanza cibo per tutti anche senza il contributo della genetica.

Ma le piante sono organismi viventi, e abitano ecosistemi dove anche
altri organismi arrivano e si evolvono continuamente. Patogeni e parassiti
cercano costantemente di “forzare” le difese delle piante, e col tempo
inevitabilmente ci riescono. è quello che è accaduto ad esempio al
pomodoro San marzano, che è stato praticamente annientato da un virus.
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Nessuna varietà è eterna, perché nessuna vittoria
in natura può essere definitiva.
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Per questo le varietà continuano sempre a cambiare, e nonostante
l’impressione di antichità che spesso danno, nella maggior parte dei
casi la loro longevità commerciale si misura solo in anni, al massimo in
decenni.
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E se l’evoluzione non si ferma,
non si ferma neppure la storia.
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Nel 2050 saremo quasi in dieci miliardi sulla terra. altri due miliardi di
persone dovranno essere sfamate entro il 2050, mentre già oggi altri
tre miliardi stanno rapidamente aumentando i propri consumi di cibo.
Secondo la fao, entro il 2050 dovremo aumentare la produzione di
cibo di un altro 60%. Ma senza aumentare la superficie coltivata, né
l’uso di altre risorse naturali. e a tutto questo si devono aggiungere i
cambiamenti climatici.

Quindi, come in natura le specie si riadattano continuamente ai
cambiamenti ambientali, così anche noi dovremo sempre continuare
a migliorare geneticamente le piante di cui ci nutriamo.
SE LA VITE NON VIENE MIGLIORATA GENETICAMENTE...
CI RESTA SOLO LA CHIMICA.
Ovvero, la campagna non può essere un museo

 
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